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I laboratori di fisica

Il laboratorio di fisica dell’Antonelli data la sua attività in decenni. Fu istituito negli anni ’50 nella forma più tradizionale, quella dimostrativa: un operatore che eseguiva un esperimento allo scopo di verificare una legge e gli studenti partecipavano solo in qualità di osservatori. Il coinvolgimento della classe nella verifiche in laboratorio si traduceva nella redazione di una relazione scritta che spiegasse le finalità raggiunte e contenesse le tabelle di elaborazione degli eventuali dati numerici.

Intorno agli anni ’70 alcuni docenti hanno iniziato ad usare il laboratorio come strumento didattico attivo. Pur rimanendo fissa la struttura della lezione frontale, invece di verificare direttamente il modello codificato di una legge fisica, si proponevano in laboratorio agli studenti i fenomeni ad essa collegati e con l’osservazione pratica si cercava di far costruire loro un modello fisico sperimentale. Questo modo di usare il laboratorio ha inizialmente caratterizzato i corsi P.N.I.

A partire dal 2010, anno della riforma Gelmini della scuola secondaria superiore, questo modo di usare il laboratorio di fisica che permette di realizzare una didattica collaborativa (cooperative learning) diventa consuetudine per gli studenti del biennio.

La sede attuale del Liceo è dotata di due locali adibiti a laboratori di Fisica per la realizzazione di esperienze didattiche di meccanica, di termodinamica, di ottica e di elettromagnetismo.

Il laboratorio di fisica 1 è utilizzato in due diversi modi modi:

Il primo, tradizionale, con l’operatore che mostra, con l’uso di apparecchiature semplici, alcuni fenomeni. Qui si verificano quei fenomeni fisici che richiedono una semplice osservazione, come ad esempio alcuni comportamenti della luce.

Il secondo, sempre impostato in modo frontale, dove il docente e il tecnico eseguono sperimentazioni complesse con l’uso di strumenti più sofisticati e si eseguono verifiche e misurazioni anche con la l’ausilio di un personal computer per l’elaborazione immediata dei risultati ottenuti (es. misure di pressione e di temperatura). In questo caso la scelta frontale è obbligatoria e vincolata dalla complessità nell’uso di determinate apparecchiature che ne impedisce di fatto l’uso autonomo da parte degli studenti.

Il laboratorio di fisica 2 è utilizzato nel seguente modo:

In un locale opportunamente attrezzato, divisi in gruppi di tre o quattro,gli studenti diventano i protagonisti della lezione. Con le opportune dotazioni e sotto la sorveglianza e la guida di docenti e tecnici gli studenti eseguono di fatto le esperienze assegnate, rilevano le misure delle grandezze che ordinano ed elaborano in una fase successiva in laboratorio di informatica. Il fine è quello di “ scoprire” regole, leggi, modelli. Nel biennio, gli studenti apprendono prevalentemente l’uso degli strumenti e delle tecniche di rilevazione dei dati, importante acquisizione propedeutica al vasto programma di laboratorio del triennio. Si predilige l’uso di materiali poveri: imballaggi, contenitori, ingredienti di cucina, ecc.. In alcuni casi, i ragazzi stessi costruiscono gli strumenti per poter operare, utilizzando questo tipo di materiali.

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