"DIVENTIAMO CITTADINI EUROPEI"
LICEO SCIENTIFICO STATALE "ALESSANDRO ANTONELLI"
CARLI IVAN CLASSE III E

Traccia 2:
Come ci dice la nostra esperienza personale, ciò che noi siamo (la nostra identità) dipende essenzialmente per un verso da ciò che siamo stati (il nostro passato) e, per altro verso, da ciò che progettiamo di diventare (il nostro futuro). Un criterio simile si può usare anche per tentare di riflettere sullidentità dellEuropa, per rispondere alla domanda "Cosa vuol dire essere europei, oltrechè italiani, francesi , tedeschi, ecc ?". Lidentità europea, in questo senso, è legata sia al passato che lEuropa ha vissuto (la sua storia) sia al futurocce lEuropa (lUnione Europea, in concreto) intende realizzare. A vostro parere, quale passato si può dunque selezionare e valorizzare, nella grande molteplicità di esperienze storiche e di forme di civiltà che ci presenta la storia europea, e quali progetti per il futuro si possono individuare e perseguire per costruire unidentità dellEuropa positiva e condivisibile? Che cosè lEuropa, come si differenzia da altri continenti e da altre aree di civiltà (lAmerica, lAsia, ecc ) e cosa vuol dire "essere europei"?
PROFESSORESSA COORDINATRICE: Giuseppina Ferolo
Come ogni ragazzo, durante il mio percorso di studi, mi sto preparando a diventare uomo e cittadino, costruendo passo dopo passo la mia identità personale con aspirazioni, ideali e progetti per il futuro.
Ognuno di noi porta con sé un retroterra familiare, sociale, culturale che ne ha condizionato la crescita intellettuale e comportamentale: già il periodo pre-natale e la primissima infanzia sono considerati dai più recenti studi psicologici come basilari per lo sviluppo psico-fisico del bambino ben oltre letà evolutiva.
Naturalmente, anche per quanto mi riguarda, lambiente familiare e sociale in cui sono cresciuto, le esperienze, le amicizie, gli incontri hanno lasciato unimpronta che in qualche modo ha influenzato le mie prime scelte di vita.
Ora, da adolescente in formazione, sono chiamato a vivere il processo storico di integrazione europea che allarga i miei orizzonti dalla città di provincia in cui vivo oltre i confini dItalia.
Già negli anni scolastici precedenti, la scuola che frequento, il Liceo Scientifico "Alessandro Antonelli " di Novara, mi ha offerto alcune opportunità di informarmi e quindi lo spunto ad approfondire le mie conoscenze in questo campo: in classe prima io e la mia classe abbiamo preso parte al Concorso "La Stampa per lEuropa" e in classe seconda la mia partecipazione al Concorso "Diventiamo Cittadini Europei" si è conclusa con un viaggio premio ad Amsterdam e allAia che mi ha portato a "toccare con mano il funzionamento di alcune realtà istituzionali dellU.E.
Ora, in questo momento di incertezza e di stasi per lU.E., dopo, da un lato, la mancata ratifica della Costituzione da parte di olandesi e francesi e, dallaltro, la massiccia richiesta di allargamento a nuovi Paesi, ritengo opportuno ripensare al percorso storico dellidea di unità europea non tralasciando positive aperture verso il futuro che mi è proprio in quanto giovane cittadino europeo.
Quando a Roma è stata firmata dai capi di stato e di governo la Costituzione Europea nessuno si sarebbe aspettato che solo pochi mesi dopo Francia e Olanda, proprio due dei paesi fondatori dellUE, avrebbero respinto la proposta di ratifica del documento attraverso un referendum. Ora lUE versa in una situazione di stallo con le procedure di ratifica bloccate e con la seria possibilità che altri stati possano esprimere un parere negativo relativamente al progetto; le motivazioni sono molto numerose a partire dalla preoccupazione per una eccessiva integrazione fino alla forma di protesta contro i governi nazionali, ma il vero problema, secondo me, è la confusione nella maggior parte delle persone sul concetto di identità europea.
Ora come non mai è perciò necessario riflettere e fare chiarezza su cosa voglia dire essere cittadini dellUnione Europea. Questo tema resta ancora uno dei più complessi e non facili da spiegare: il nostro modo di vedere lEuropa e di sentirci europei cambia continuamente con la nostra esperienza personale ed è perciò molto complicato fornire una definizione generale di "cittadino europeo". Il mio scopo in questo testo è quello di cercare di spiegare che cosa sia l"identità europea" e la procedura ideale per riuscirci è, secondo me, quella di analizzare il passato dellEuropa attraverso avvenimenti storici e rivoluzioni del pensiero e di indagare sui suoi progetti futuri. Altro aspetto di fondamentale importanza è quello di spiegare le differenze principali tra lidentità europea e lo stato nazionale e nei confronti delle altre forme di identità, mettendo in evidenza unEuropa che non mira ad unintegrazione totalizzante ma che intende cercare un rapporto di collaborazione tra le nazioni valorizzando le tradizioni proprie di ogni stato.
Le idee di Europa nella storia
La frase più rilevante che meglio sintetizza il concetto di identità europea è del filosofo Benedetto Croce: "A quel modo che, or sono settantanni, un napoletano dellantico regno o un piemontese del regno subalpino si fecero italiani non rinnegando lesser loro anteriore ma innalzandolo e risolvendolo in quel nuovo essere, così e francesi e tedeschi e italiani e tutti gli altri si innalzeranno a europei e i loro pensieri indirizzeranno allEuropa e i loro cuori si batteranno per lei come prima per le patrie più piccole, non dimenticate già, ma meglio amate". Qui è fornita una prima idea di che cosa possa essere lidentità dellEuropa, di che cosa vuol dire essere cittadini europei, facendoci comprendere uno degli aspetti più controversi di questo concetto: essere cittadini europei non vuol dire rinunciare alla propria identità nazionale, al contrario lUE valorizza le differenze fra stati (le loro tradizioni, lingue, religioni) arrivando così a farci sentire uniti nella diversità.
Le prime tracce di identità europea, secondo lo storico Paolo Graziosi, sono da rintracciarsi addirittura nel paleolitico superiore a partire da 30.000 anni fa quando compaiono le prime testimonianze artistiche riconducibili ad unidentità di visione. Rappresentanti di quel processo artistico furono le statuette delle Veneri steatopigie che esprimono una concezione comune di ordine religioso. Lidea di mondo posseduta dagli antichi è ben espressa nelle pitture parietali che si ritrovano in unarea vastissima con un complesso do conoscenze tecniche comuni.
Nel terzo millennio a.C. appaiono le stele antropomorfe, lastre di pietra scolpite in forma umana ritrovate nellarea geografica che va dal Mediterraneo al Caucaso. Come sostiene larcheologo Franco Mezzena, gruppi umani si spostarono da Est a Ovest in cerca di metalli; dove passavano lasciavano i loro menhir accompagnati dalle conoscenze in materia di agricoltura e di costruzione di utensili e dalle concezioni religiose e matematiche. Sono questi popoli, le cui imprese sono esaltate dai miti greci di Ercole e Giasone, ad aver creato la prima "unità europea" diffondendo nuove conoscenze e nuove idee. I punti di assembramento delle stele e dei santuari si trovano in corrispondenza di antiche vie di comunicazione e di scambio, senza alcuna frontiera, tra i popoli dellEuropa di allora.
Per ricavare altre informazioni sulla storia dellidea europea mi sono basato sullo scritto di Sergio Pistone "LEuropa e la sua integrazione": egli afferma che i primi passi concreti verso la formazione di un Europa unita hanno preso il via solo dopo la seconda guerra mondiale, ma che le radici di questo progetto affondano nella storia più antica.
E qui che troviamo il trattato "De Monarchia" di Dante Alighieri dove viene riportato lesempio di un governo universale su tutto il mondo allora conosciuto guidato da un unico monarca , la cui autorità deriva direttamente da Dio e che, essendo padrone di tutte le cose, non avrebbe che unica intenzione quella di garantire il bene dei suoi sudditi. NellEuropa di oggi non si parla certo di monarchia assoluta, ma Dante fa trasparire già il concetto di un potere che unisce una grande varietà di popoli.
Si può comunque risalire a tempi ancora più antichi con lImpero Romano con la concezione di "ius gentium" o diritto delle genti, norme pensate come universali che dovevano essere in vigore presso tutti i popoli conquistati. Lo "ius gentium" si contrapponeva allo "ius civile" o diritto civile, altra serie di norme che interessava solo coloro che possedevano la cittadinanza romana. Con il declino dellImpero, nel 212 d.C., viene concessa la cittadinanza romana a tutti i cittadini venendo così a sovrapporre i due diversi diritti: la potenza di Roma è la prima forza che è riuscita ad inglobare sotto di sé numerosi popoli , creando la cosiddetta "pax romana".
Dopo la caduta dellImpero Romano è la "cristianità" che domina in Europa, ciò vuol dire che è la religione cristiana a fare da collante tra i vari popoli: in questo senso si dice che fu il Cristianesimo a creare lEuropa poiché fu la prima forma di aggregazione di numerosi popoli in modo pacifico, non imperialistico. Allinterno di questo scenario troviamo la forma di governo del Sacro Romano Impero e la figura dellimperatore Carlo Magno che, la notte di Natale dell800, fu incoronato dal papa, il massimo esponente della cristianità che legittimava il potere dellimperatore; si può così dire che a quel tempo lidentità europea fosse rappresentata dal professare la religione cristiana.
Con linizio del Rinascimento si verifica una crisi della cristianità con la riforma protestante: è così provato che la religione non può più essere quella forza aggregante che aveva unito luomo nei secoli passati. Nel Rinascimento si ha dunque limportante passaggio da una visione teocentrica ad una visione antropocentrica: non è più Dio al centro di tutto, ma si assiste ad una valorizzazione delluomo e delle sue opere. La fede non viene mai comunque sottovalutata: nel Rinascimento resta un animo religioso, ma con la consapevolezza delluomo di poter fare di più.
In questo periodo si assiste alla crisi delle due autorità universali, quali papato ed impero e allaffermarsi di nuove forme politiche, gli stati nazionali: lEuropa così si libera dal potere della Chiesa e dellImpero per dividersi in numerose potenze, ognuna con una propria lingua, tradizione, santo protettore, ecc
Il passo successivo nel 1700 è laffermarsi della corrente di pensiero nota come Illuminismo, che evidenzia il ruolo fondamentale della ragione umana formulando una visione prevalentemente laica del mondo. Il passaggio dalla cristianità al Rinascimento fino all Illuminismo è la chiave di uno sviluppo culturale dellEuropa: lUE nella sua Costituzione non ha incluso il riferimento alle radici cristiane dellOccidente (solo per citare uno dei temi più discussi e controversi) e così facendo ha compiuto una selezione del suo passato costruendosi unidentità. LUE ha scelto di mostrarsi al mondo ed al suo popolo come potenza laica.
Dopo la rivoluzione francese, considerata il fondamento della democrazia moderna, è il filosofo Immanuel Kant, nella sua opera "Per la pace perpetua", a parlare di federalismo democratico, riconoscendo nella democrazia lo strumento fondamentale per garantire la pace e nellunione tra popoli la chiave del successo, come era da poco avvenuto in America, con la rivoluzione americana e la costituzione degli Stati Uniti dAmerica. Come ricorda Rifkin nel suo "Il sogno europeo", Kant "immaginava uno stato universale di pace, promosso con la creazione di una repubblica mondiale, e riteneva che tale stato sarebbe stato reso possibile nel momento in cui le nazioni del mondo avessero accettato una forma rappresentativa di governo: la diffusione dei principi democratici, secondo Kant, avrebbe incoraggiato la cooperazione invece del conflitto, gettando le fondamenta per un ordine cosmopolitico."
Dopo Kant diverrà dominante il principio dellunità fra i popoli come si osserva anche nel pensiero dei principali esponente delleuropeismo ottocentesco.
In Italia nellottocento si combatte per lunità del paese ed è bene ricordare anche le figure di Carlo Cattaneo con il federalismo europeo e di Giuseppe Mazzini con lassociazione della "Giovane Europa". Cattaneo si ispira alle confederazioni americana ed elvetica e, facendo suo il pensiero kantiano, sostiene lidea di una federazione europea come garanzia di pace nel continente. Il suo motto fu:"Avremo pace solo quando avremo gli stati uniti dEuropa". Concepì il federalismo come unica forma di governo capace di coordinare più comunità autonome, garantendone sia lunità, necessaria per risolvere problemi comuni, sia la diversità per tutelare gli interessi specifici dei differenti popoli.
Non si può dimenticare tra i fautori dellunità europea la figura di Giuseppe Mazzini, uno dei maggiori rappresentanti del nostro Risorgimento, che a Berna, il 15 aprile 1834, fondò lassociazione "Giovane Europa" prendendo liniziativa di portare sul piano europeo il suo movimento unitario: il fine ultimo per lui era lassociazione universale fra i popoli. Ma i tempi per ununione di popoli non erano ancora maturi, anzi si giunse allesasperazione dellanarchia internazionale che sfociò nel nazionalismo e nel conseguente colonialismo, finanche ai due conflitti mondiali che insanguinarono lEuropa nel primo Novecento.
Lepoca delle due guerre mondiali costituisce, anche se parrebbe vero il contrario, la fase di incubazione del processo di unificazione europea, dopo la crisi del sistema degli stati nazionali, ognuno dei quali, prima la Spagna di Carlo V, poi la Francia di Napoleone e infine la Germania imperiale e poi nazionalista, vuole espandere la propria egemonia sugli altri. Nel contempo fermentano le idee europeiste. Luigi Einaudi, già alla fine dellOttocento, sostiene la limitazione della sovranità assoluta e la creazione di organismi comuni dotati di poteri effettivi, criticando la Società delle Nazioni, un mero organismo vuoto, privo di poteri decisionali al di sopra degli stati membri.
Le idee europeiste del primo dopoguerra hanno come elemento comune lidea che solo con leliminazione delle guerre in Europa e con il passaggio dai nazionalismi contrapposti ad una collaborazione pacifica fra gli stati, sia possibile la sopravvivenza dellEuropa stessa. Celebre fu la frase pronunciata nel 1929 da Aristide Briand, ministro degli esteri francese: "LEuropa deve unirsi o perire". Già nel 1923 il giornalista austriaco Coudenhove-Kalergi aveva fondato il primo movimento europeista che raggruppava intellettuali e personaggi illustri del tempo, esponendo le sue idee nel testo "Pan-Europa". Ma la crisi economica del 1929 e lavvento dei governi nazi-fascisti in Spagna, Germania e Italia, fecero subire un ulteriore rallentamento alle idee europeiste.
Il processo di formazione dellUnione Europea
Nel 1941 Altiero Spinelli, dal confino di Ventotene, lancia il Manifesto per unEuropa libera e unita, in cui propugna, facendo sue le idee di Einaudi, il superamento della sovranità nazionale attraverso una federazione europea fino ad arrivare ad una federazione mondiale.
Nel secondo dopoguerra esponenti politici europei, quali Churchill e De Gaulle, organizzarono a LAia il 7 maggio 1948 il Congresso dellEuropa da cui prese lavvio il processo di integrazione europea. Tratta dal testo di Rifkin ecco la visione del sogno europeo di Churchill: "Spero di vedere unEuropa in cui tutti gli uomini di tutti i paesi pensino a se stessi come europei, quanto pensino oggi di appartenere alla loro patria e, dovunque vadano in questo territorio, possano davvero dire "sono a casa".
In particolare la dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950 che proponeva di "porre linsieme della produzione franco-tedesca del carbone e dellacciaio sotto unalta autorità comune nellambito di unorganizzazione aperta a tutti i paesi europei" segnò linizio dellintegrazione europea tanto che, nella giornata del 9 maggio, viene celebrata la festa dellUnione Europea.
E curioso che furono proprio quegli stati nazionali in cui si erano annidati in passato sentimenti di nazionalismo estremi a dare un impulso alla creazione dellEuropa unita: usciti devastati dal secondo conflitto mondiale i singoli stati valutano attentamente la possibilità di poter rinunciare ad una parte della propria sovranità e scoprono che i vantaggi sono molto superiori agli svantaggi.
Nel 1951 Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Germania e Italia costituiscono quella che si può definire la prima autorità soprannazionale, la CECA orientata a regolamentare gli scambi commerciali di carbone ed acciaio tra questi sei paesi.
La prima forma di Unione Europea scaturisce quindi dal desiderio di evitare ulteriori conflitti e questa politica sfocia poi in una forte collaborazione economica.
Quella che prima era stata una semplice regolamentazione degli scambi per evitare nuovi conflitti si trasforma con il Trattato di Roma del 1957 in CEE, destinata a creare un grande mercato unico in tutta Europa. E proprio da questo momento che nascono le principali odierne istituzioni UE come la Commissione e il Parlamento Europeo e la Corte di Giustizia.
Perché in Europa si è avuta unulteriore integrazione? Era lunico modo per poter difendersi dalle pressioni esercitate da USA e URSS, le due superpotenze protagoniste della guerra fredda.
Con lAtto unico europeo del 1987 gli stati nazionali cedono finalmente una buona parte della loro sovranità alla comunità europea e da questo momento allEuropa spettano competenze ampliate in campo economico-monetario e scientifico.
Il trattato di Maastricht nel 1992 trasforma la CEE in UE, aumenta progressivamente negli anni il numero di stati membri, ma soprattutto introduce il concetto di cittadinanza europea.
La cittadinanza europea si affianca a quella dello stato nazionale di origine e ci fa sentire così appartenente ad ununione più grande, quella europea, ma non sostituisce e non offusca quella dello stato nazionale, poiché ne rispetta tradizioni e differenze.
In particolare la Costituzione europea, firmata il 29 ottobre 2004, ha assunto una funzione civilizzatrice perché ha dato unidentità ai cittadini europei che ne condividono gli intendimenti, non tanto per nazionalità o etnia, ma in quanto appartenenti ad una civiltà che accetti un insieme di valori e norme condivisi.
Solo con una condivisione di principi e di norme conseguenti ci si sente cittadini europei nel senso più pieno del termine; in teoria, tutti gli uomini che accettassero i valori della Costituzione, indipendentemente dal luogo geografico e territoriale e dai legami storici, potrebbero considerarsi cittadini europei.
E fondamentale che i cittadini europei si riconoscano reciprocamente come appartenenti ad ununica comunità, badando non ai propri singoli interessi, ma a quelli di tutti.
Ora lUnione Europea è in una situazione di crisi per il blocco del processo di ratifica della costituzione; si è visto come attraverso la storia si sia costruita una sua identità, di come si sia evoluta da organo per mantenere la pace a territorio di liberi scambi fino ad autorità in parte sovrana su tutti gli stati membri, ma quali devono essere i progetti per il futuro, qual è lobiettivo finale dellUE, che cosa vuole diventare, una potenza in contrasto con gli Stati Uniti?
Il futuro dellUnione Europea
Al giorno doggi sembra molto diffuso tra lopinione pubblica il pensiero che lUE sia ancora troppo dipendente dagli Stati Uniti: la NATO permane anche dopo la caduta del regime sovietico e ci tiene vincolati agli USA. I singoli stati europei non hanno il potere da soli di opporsi a questa grande potenza con ambizioni imperialiste.
Lidentità dellEuropa si costruisce anche guardando a ciò che lEuropa diventerà o meglio a ciò che ha intenzione di diventare: come si presenterà lUE al resto del mondo ed ai suoi cittadini? Come dipendente dallAmerica o come sua eterna rivale?
Tzvetan Todorov nel suo libro "Il nuovo disordine mondiale" parla di "potenza tranquilla": lUE dovrebbe perciò cercare di guadagnarsi maggiore autonomia e rispetto a livello internazionale.
Il rapporto che oggi sussiste tra Europa e Stati Uniti è sicuramente guidato dai secondi, più potenti sul piano militare, più influenti in politica estera e capaci di prendere iniziative di carattere radicale sul piano mondiale. E indispensabile un adattamento delle istituzioni come, per esempio, conferire più poteri al parlamento europeo o eliminare il diritto di veto che ancora rimane ad ostacolare decisioni unitarie in politica estera perché, secondo me, uno dei maggiori problemi dellUE è quello di non riuscire ancora a fare sentire la sua voce di continente unitario al mondo.
Altro tema da affrontare è come dovrà comportarsi lEuropa in una situazione di relativa autonomia: essa non dovrà assumere una politica imperialistica come quella statunitense e probabilmente non lo farà perché nelle menti degli Europei sono ancora vivi i ricordi delle distruzioni causate dai due conflitti mondiali nati dalle politiche imperialiste dei singoli stati nazionali solo poco più di cinquantanni fa. LUE deve trovare la sua identità in una potenza non in competizione né sottomessa agli Stati Uniti ma in un rapporto di collaborazione e di solidarietà reciproca mirata a garantire il benessere di tutti i cittadini. Diversamente da quanto si crede lEuropa ha da offrire agli USA più sviluppate abilità diplomatiche nel trattare con le potenze estere non ricorrendo immediatamente alluso delle armi, inoltre solo la collaborazione tra le due intelligences americana ed europea può garantire unefficiente sistema di difesa contro il terrorismo internazionale.
Ancora secondo il pensiero di Todorov lEuropa futura dovrà essere una potenza fondata su valori quali razionalità, per coltivare la democrazia e lo sviluppo scientifico, giustizia, il fondamento per emanare leggi eque opposte allegoismo, democrazia, per permettere a tutti i cittadini la partecipazione al lavoro politico, libertà individuale, per garantire gli stessi diritti a tutto il popolo, laicismo, per non confondere le sfere politica e religiosa e tolleranza, per tutelare le minoranze e prevenire il crimine.
LEuropa si costruirà la propria identità scegliendo la strada migliore da percorrere.
Essere cittadini europei significa riconoscerci reciprocamente come parte di ununica comunità politica, badando non ai propri singoli interessi, ma a quelli di tutti. Tra tutti noi cittadini auspico che in futuro ci sia solidarietà, tutela dei diritti e, soprattutto, un livellamento in positivo delle condizioni di vita.
La nuova concezione dellidentità europea
Essere cittadini europei non è certamente la stessa cosa di essere cittadini italiani o di qualsiasi altro stato nazione. Secondo la nuova Costituzione Europea ancora in via di ratifica è cittadino europeo chiunque abbia la cittadinanza di uno stato membro dellUE. Vediamo così che la cittadinanza dellUnione non coincide con lappartenere ad una nazione, infatti chi è nato in Italia non appartiene alla nazione tedesca, ma è pur sempre cittadino europeo: con la cittadinanza europea si incrina il legame tra nazionalità di nascita e cittadinanza. LUE è una forma di sovranità soprannazionale poiché unisce insieme nazioni diverse; ciò vuol dire che noi siamo italiani perché parte di quella nazione con le sue tradizioni e la sua lingua e siamo nel contempo europei perché apparteniamo ad una comunità di valori e principi che riesce ad unire i singoli stati nelle molte diversità.
E così chiara la differenza principale tra il sentirsi cittadino italiano o europeo.
Un altro confronto interessante si può operare tra lidentità europea e quella statunitense.
Jeremy Rifkin nel suo libro "Il sogno europeo" parla di come lUE sia una forma relativamente nuova e sempre più sorprendente di intendere lunificazione tra stati e pensa che questo sempre più forte ed appassionante sogno dellEuropa possa in breve tempo offuscare il più conosciuto "sogno americano" che è stato il vanto di tutti gli USA negli ultimi tempi.
Nella sua opera Rifkin opera un confronto approfondito tra Europa ed America mettendo in evidenza le differenze radicali tra essi e spiegando il suo punto di vista; è sorprendente che sia proprio un americano ad accorgersi di come "lEuropa ha creato una nuova visione del futuro che sta lentamente eclissando il sogno americano".
La principale differenza tra Europa e America è la seguente: gli americani sono fortemente individualisti, pensano che la forza di volontà del singolo possa portare al successo; gli europei puntano sulla collettività, sulla collaborazione e sullaiuto reciproco per costruirsi un buon tenore di vita. Gli Stati Uniti sono uno stato individualista, qui il termine sicurezza è associato a ricchezza ed isolamento (gli Usa sono uno stato potente ed isolato dal resto del mondo), per gli europei il termine sicurezza fa pensare ad integrazione ed inclusione poiché lUE tende a voler inglobare sempre più paesi che, in cambio delladesione e di aiuti economici adeguano le loro costituzioni al rispetto dei diritti umani; lUe tende perciò ad includere dentro di sé possibili minacce, gli USA le combattono con luso delle armi (guerra in Iraq). LEuropa è più attenta ai bisogni dei lavoratori (pratica del welfare), lAmerica richiede il lavoro duro senza sosta. Gli americani sono un popolo molto religioso, e coniugano in maniera stupefacente la fede in Dio con il raggiungimento del successo: gli americani criticherebbero assai più di noi la mancanza di un riferimento alla religione nella costituzione mentre noi europei ci siamo affermati come potenza laica nel mondo.
La costituzione UE non sarebbe stata mai adatta per lo stato americano poiché le differenze tra le due identità sono troppo profonde per consentire una condivisione reciproca.
Lidentità europea è quindi una nuova visione del mondo: lEuropa è unita per un desiderio di collaborazione ed ha come obiettivo la pace e la prevenzione delle guerre; contro i possibili avversari agisce con la diplomazia e non con la strategia della "guerra preventiva", mette in comune le proprie risorse economiche per migliorare il livello di vita.
Lidentità europea è completamente nuova, è un modo moderno per guardare la realtà e, secondo molti politici e non solo, è la strada giusta da percorrere per ottenere la pace nel mondo e la collaborazione tra i popoli più diversi.
Bibliografia
Jeremy Rifkin, "Il sogno europeo", Mondadori
Tzvetan Todorov, "Il nuovo disordine mondiale", Garzanti
Immanuel Kant, "Per la pace perpetua", Feltrinelli
Enciclopedia "La nuova Europa", Utet
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